

Lionel Messi ha giocato la sua ultima partita con l'Argentina il 6 ottobre 2026. La maglia ha una sola banda bianca al posto delle righe classiche, stemma dorato, il Sol de Mayo su tutto il davanti e il logo di Messi dove dovrebbe esserci quello di adidas.
Soleback Team
Lunedì 6 ottobre 2026, all'Estadio Monumental di Buenos Aires, Lionel Messi ha giocato la sua ultima partita con l'Argentina. Lo ha fatto con una maglia che non assomiglia a nessuna maglia argentina precedente: al posto delle classiche righe celesti e bianche ha una sola larga banda bianca centrale, e i raggi del Sol de Mayo si aprono sul davanti e sulla schiena. E contiene un dettaglio che adidas non aveva mai messo su una maglia da partita di una nazionale.
L'Argentina ha vinto 3-0 contro il Benin davanti a circa 85.000 spettatori. Messi ha trasformato un rigore al 71esimo minuto e ha servito due assist: un cross dalla bandierina sul gol di Nicolás Otamendi al 48esimo e un passaggio sulla rete di Nico Paz al 61esimo.
Sul petto destro di una maglia da partita c'è sempre il logo del fornitore tecnico. Su questa non c'è. Al posto del marchio adidas Performance compare il logo personale di Messi, in oro metallizzato.
Questa è la vera notizia della maglia. Un marchio che paga perché le sue tre strisce appaiano in ogni fotografia di partita si è tolto il proprio segno e ha ceduto quello spazio al giocatore.
Serve però una precisazione. La stampa specializzata descrive il gesto come il primo del genere su una maglia da partita ufficiale, ma adidas non lo definisce ufficialmente una prima volta in nessun documento. Goal.com è più prudente e parla di un riconoscimento raro. Non ho trovato nessun caso precedente, ma un precedente che non si trova non equivale a un'assenza di precedenti confermata.
Vale anche la pena sapere che il logo non è nato per l'occasione. Messi ha in adidas una linea firmata dal febbraio 2013, quindi il segno esiste da tredici anni. La novità è soltanto il posto che occupa.
Questo merita una sezione a sé, perché è un punto in cui il lettore italiano è avvantaggiato.
Ho letto le schede prodotto di questa maglia in sei Paesi. Nessuna scheda italiana, tedesca, britannica, francese o polacca menziona l'oro, il Sol de Mayo o il logo di Messi. Il testo di adidas.it per la LD3319 dice soltanto che celebriamo la grandezza e la leggendaria carriera di Messi, e quello della Authentic parla di un tributo a una carriera leggendaria. Sono formule generiche più il paragrafo standard su Climacool.
La descrizione che invece spiega davvero l'oggetto arriva dalla stampa italiana. Calcio e Finanza, il 24 settembre, elenca i dettagli dorati, una grafica a raggi ispirata al Sol de Mayo, il numero 10 inserito in una speciale rappresentazione del Sol de Mayo e una M dorata metallizzata personalizzata al posto del consueto logo adidas sul petto.
È la conferma più precisa che ho trovato in qualsiasi lingua sulla sostituzione del logo, che è il punto centrale di tutta questa storia. Sul fronte commerciale, l'unica scheda di un rivenditore che descriva il prodotto invece di recitare formule è quella dello spagnolo Fútbol Emotion, che nomina il Sol de Mayo come elemento principale del disegno, i dettagli dorati, il logo personale di Messi e il dettaglio commemorativo del 10 con i rami di alloro.
Un dettaglio curioso in chiusura: la descrizione della maglia prematch dell'Argentina su intersport.it cita righe ispirate al Sun of May. Quindi in Italia il Sol de Mayo è nominato in una scheda prodotto, ma su un capo diverso da quello di cui parliamo.
Il nome ufficiale in catalogo è semplicemente Maglia Messi Argentina 26, e nelle comunicazioni del marchio la collezione compare come Argentina Messi Special Edition Collection.
Costruzione e colore:
Cosa è dorato:
Il Sol de Mayo qui è trattato diversamente da come si potrebbe immaginare. Non è una stampa solare a contrasto, ma un motivo sovradimensionato esteso sul davanti e sulla schiena, realizzato come linee orizzontali raggianti e tonali. Il disegno è monocromo e si nota solo da vicino o in controluce. L'agenzia spagnola Infobae descrive i raggi in modo più preciso come che si dispiegano dal centro del numero 10 a forma di sole, e aggiunge che collo e polsini hanno un bordo dorato al posto del celeste abituale, e che lo stemma dell'AFA, il nome Messi e il numero 10 sono ricamati in oro.
Il dettaglio più bello è invisibile mentre la maglia è indossata. Sotto il collo, sulla schiena, si trova un emblema commemorativo: il numero 10 incorniciato da rami di alloro e dal Sol de Mayo, con il nome di Messi.
Il completo è chiuso da pantaloncini neri con strisce adidas bianche e finiture celesti e dorate, oltre ai calzettoni bianchi.
Un dato che non confermo. L'agenzia AP ha descritto il 10 dorato come dotato di corna di capra, in riferimento all'acronimo GOAT. adidas non lo conferma in nessun documento e nei materiali ufficiali un elemento di questo tipo non viene citato.
Vale la pena annotarlo, perché con le maglie adidas il riflesso è dare per scontato uno di quei due nomi. Qui è un'altra cosa.
adidas non pubblica la composizione in percentuale per la versione adulto. Per quella bambino con il dieci, i negozi Unisport di Germania e Francia indicano 100 per cento poliestere, interamente riciclato, con maglia doppia e tecnologia CLIMACOOL.
Non sono speculazioni, ma una vicenda chiusa con date precise.
Dalla lettera pubblicata il 31 agosto: «È stata una decisione che ha fatto male e fa male nell'anima, ma capisco che è il momento giusto». E più avanti: «Ho dato tutto, non ho più nulla da dare, e dietro arrivano grandi giovani che meritano di essere qui».
Dopo la partita contro il Benin ha detto che indossare questa maglia per più di vent'anni è stato per lui motivo di enorme orgoglio, e che non ha mai smesso di lottare né di dare tutto.
Una precisazione, perché è facile fraintendere: è la fine in nazionale, non la fine della carriera. Messi continua a giocare nel club.
I numeri dopo la partita contro il Benin:
Trofei con la nazionale maggiore:
Inoltre, fuori dalla nazionale maggiore: oro olimpico nel 2008 e Mondiale under 20 nel 2005.
Finali perse: Mondiali 2014 e 2026, Copa América 2007, 2015 e 2016.
Una nota di redazione, perché circolano versioni sbagliate. Due grandi testate argentine hanno dato i titoli in Copa América in modo diverso e in entrambi i casi errato, una 2021 e 2025, l'altra 2019 e 2024. Gli anni corretti sono 2021 e 2024, perché il torneo si disputa con quel ciclo e nel 2019 l'Argentina è arrivata terza.
Al Mondiale 2026 Messi ha segnato 8 gol e servito 4 assist, ha ritirato la Scarpa d'Argento come secondo marcatore del torneo e il Pallone d'Argento come secondo miglior giocatore. Ha inoltre stabilito il record ai Mondiali con 12 assist in carriera.
Dato che adidas ci ha costruito sopra una maglia intera, vale la pena sapere cosa è raffigurato.
Il Sol de Mayo è un disco solare dorato con volto umano e raggi rivolti verso l'esterno. Il nome rimanda alla rivoluzione di maggio del 25 maggio 1810, quando a Buenos Aires le autorità spagnole furono rimosse e cominciò il processo di indipendenza. Non ha dunque nulla a che vedere con una stagione dell'anno.
Il numero dei raggi non è una questione di interpretazione, ma di norma. Il decreto 10302 del 1944 fissa trentadue raggi, alternati fiammeggianti e retti, di colore giallo oro. Vale a dire 16 retti e 16 ondulati. Per confronto, l'Uruguay ha sedici raggi nel suo Sol de Mayo.
Un dettaglio che spiega l'aspetto del simbolo: la forma ufficiale del Sol de Mayo è nata non sulla bandiera, ma su una moneta. Il decreto del 1944 rimanda espressamente alla moneta d'oro da otto escudos e a quella d'argento da otto reales, coniate per decisione dell'Assemblea dell'Anno XIII nel 1813 nella zecca di Potosí, e impone di conservare la stessa posizione visibile su quelle monete.
Si ripete comunemente che il sole rimandi a Inti, la divinità solare inca. Va detto con cautela. Le fonti enciclopediche segnalano che nessun documento d'epoca conferma un'origine inca del simbolo e che la tesi è comparsa più tardi. Allo stesso tempo, il sito ufficiale del governo argentino usa esso stesso l'espressione «sole inca». Una traccia indiretta passa dall'artigiano: l'incisore legato al progetto del sigillo del 1813, Juan de Dios Rivera Túpac, è stato descritto come discendente della nobiltà inca.
La bandiera la disegnò il generale Manuel Belgrano e fu issata per la prima volta il 27 febbraio 1812 a Rosario, sul Paraná. Il congresso di Tucumán la confermò il 20 luglio 1816, e il Sol de Mayo fu aggiunto alla banda bianca centrale il 25 febbraio 1818 sotto il governo di Juan Martín de Pueyrredón.
Cosa significhino le bande celesti è una disputa a parte. La versione popolare parla di cielo, nuvole e sole. Gli storici in genere la rifiutano e indicano colori che rimandano alla lealtà verso la casa di Borbone, in un periodo in cui le forze indipendentiste agivano formalmente in nome di re Ferdinando VII.
Rinunciare alle righe è la decisione di design più rischiosa di questa maglia, perché per l'Argentina le righe sono il segno di riconoscimento da oltre cento anni.
Nella prima partita internazionale ufficiale, il 17 maggio 1901 contro l'Uruguay, l'Argentina giocò interamente in bianco. Le righe verticali celesti e bianche furono adottate nell'agosto 1908 e il disegno stabilito ufficialmente nel 1910, prima della Copa Lipton. Lo stemma dell'AFA comparve sul petto sinistro solo nel 1976.
Abbandonare le righe multiple a favore di una sola larga banda centrale non è dunque un ornamento, ma il passaggio dalla logica della maglia a quella della bandiera. Curiosamente, una delle maglie più celebri nella storia di questa nazionale aveva una disposizione simile con banda centrale marcata, quella del Mondiale 1986, cucita nel tessuto traspirante Airtex per il caldo messicano. Con la differenza che quella la fece Le Coq Sportif e non adidas, cosa che diversi siti riportano in modo sbagliato.
E un aneddoto che mostra bene quanta strada abbia fatto questa nazionale in materia di divise. Prima dei quarti di finale contro l'Inghilterra, il 22 giugno 1986, l'Argentina non aveva una maglia di riserva leggera. L'impiegato dell'AFA Rubén Moschella fece il giro di una quarantina di negozi in Messico, trovò due modelli, Maradona ne scelse uno, e due sarte cucirono in fretta stemma e numeri tralasciando parte delle finiture. I numeri furono applicati con filo argentato lucido che durante il riscaldamento lasciava brillantini sul viso dei giocatori.
Lo stemma di questa maglia ha tre stelle ed è dorato. Entrambi gli elementi hanno una loro cronologia.
Nemmeno l'oro in una maglia argentina è una novità. L'emblema solare dorato sotto il collo c'era già nella maglia campione del 2022. La maglia d'addio di Messi prolunga quella linea, non la apre.
Il contesto più ampio è che l'oro nel calcio ha un significato stabilito e indica un titolo, un anniversario o lo status di campione. La FIFA mantiene la patch di campione del mondo dal 2007 in due versioni, dorata e bianca, perché il campione in carica possa abbinarla alla divisa. L'Italia fu la prima a indossarla, sulle maglie del 2008. Al Mondiale 2026 si è aggiunta una patch dorata sulla manica destra per gli ex campioni del mondo, a cui hanno diritto Argentina, Brasile, Germania e Francia.
Una nota statistica: l'Argentina è la prima squadra della storia ad aver usato due versioni diverse della patch di campione in un solo Mondiale.
Qui serve prudenza, perché le fonti danno tre date di inizio diverse per la collaborazione: 1974, 1989 e 2001, a seconda che si conti il primo contratto o il periodo ininterrotto attuale.
La formulazione più sicura è questa: adidas veste l'Argentina a intermittenza dagli anni settanta e senza interruzioni dal 2001. Le interruzioni confermate sono Le Coq Sportif negli anni ottanta, Mondiale 1986 compreso, e Reebok nel 1999 e nel 2000.
Il contratto attuale è stato annunciato il 25 giugno 2024 e vale fino al 2038, cioè quattordici anni e quattro Mondiali: 2026, 2030, 2034 e 2038. Copre le nazionali maschili, femminili e giovanili.
Il valore del contratto non è stato reso pubblico. Né l'AFA né adidas lo hanno comunicato. Circolano stime giornalistiche superiori ai venti milioni di euro all'anno, contro circa undici milioni fino al 2020 e quindici nel prolungamento fino al 2026, ma sono stime e non cifre confermate.
Questa è la sezione in cui l'Argentina del 2026 si lascia leggere meglio da qui che da qualsiasi altro mercato, perché il confronto più utile è tutto italiano.
Il precedente adidas più vicino è la Juventus e Alessandro Del Piero, la collezione ADP10 presentata il 16 dicembre 2025. C'erano anche lì il numero dieci, la firma del giocatore, le date del debutto e dell'ultima partita in bianconero e una grafica che rimandava al soprannome dato da Gianni Agnelli. Ma era una maglia prematch e non da partita, e il logo adidas è rimasto al suo posto. Nencini Sport la vende come ADIDAS PREMATCH ADP10, articolo KA6785, a 57,30 euro da 69,90 euro, esaurita.
È esattamente la distinzione che rende diversa quella argentina: una è un capo da riscaldamento con il logo del fornitore al suo posto, l'altra è la maglia con cui un giocatore ha chiuso la carriera internazionale, senza quel logo.
Gli altri due casi italiani non sono adidas:
Fuori dall'Italia, il Barcellona fece la maglia «Infinit8 Iniesta» nel 2018. Nessuno di questi casi riguardava una nazionale.
Un contrappunto dalla stessa stagione: adidas ha preparato anche una maglia d'addio per la Germania, che chiude una collaborazione con la federazione tedesca iniziata nel 1954, cioè settantadue anni. Base nera con rombi verticali dorati. Dal 2027 la Germania vestirà Nike. Nella stessa stagione adidas ha dunque salutato un giocatore e una federazione, e in entrambi i casi il motivo è l'oro.
Qui la notizia pratica è brutta e va detta subito. In Italia la versione da uomo è esaurita, e l'unico negozio italiano che ha mai avuto in catalogo l'edizione d'addio è adidas.it.
Prezzi in euro, letti il 7 ottobre 2026, con lo stato di disponibilità indicato dalle pagine di categoria di adidas.it:
Una contraddizione da conoscere prima di rinunciare: le pagine di categoria di adidas.it danno la LD3319 come esaurita, mentre la scheda prodotto della stessa referenza mostra 100 euro con le taglie selezionabili. Due superfici dello stesso sito in disaccordo, lette lo stesso giorno. Apri la scheda prodotto prima di arrenderti.
Il resto della collezione Messi 26 su adidas.it, ancora disponibile: short KH4227 a 45 euro, giacca da allenamento KG2655 a 100 euro, pantaloni KG2656 a 100 euro, t-shirt KG2657 a 55 euro e short KG9596 a 65 euro.
Passiamo alla maglia home ordinaria, senza il disegno d'addio, dove gli scarti fra negozi sono molto più ampi:
Sulla versione Authentic ordinaria il quadro è questo: Foot Locker Italia la tiene a 122,94 euro da 149,99 euro, mentre adidas.it e Unisport la danno a 150 euro e 149,95 euro. Unisport ha anche la Authentic a maniche lunghe KA8068 a 159,95 euro, articolo che adidas.it dà come esaurito.
Un caso che vale la pena segnalare perché è il contrario del solito: la maglia home donna con stampa Messi 10, articolo KH3943, risulta esaurita su adidas.it e disponibile su Unisport Italia a 95,95 euro da 119,95 euro. Due negozi, lo stesso articolo, stati di disponibilità opposti. Qui il rivenditore batte il produttore.
Sfoglia la sezione Argentina di Unisport Italia e in particolare la maglia donna Messi 10 in sconto, la categoria Argentina di Sports Direct e la nazionale argentina su JD Sports.
E ora la parte onesta. Nessuno dei negozi partner di Soleback in Italia ha l'edizione d'addio. Unisport Italia ha una categoria Argentina di 27 articoli e una categoria dedicata alle maglie di Messi di 32 articoli, e in nessuna delle due compare una referenza LD33xx. Sports Direct, JD Sports, Decathlon, Cisalfa, Intersport, Foot Locker e Maxi Sport non ce l'hanno nemmeno. In Italia l'unica via per l'edizione d'addio passa da adidas.it, che non è negozio partner, e in questo momento lì è quasi tutta esaurita.
Dove invece il cashback ha senso concreto in Italia è sulla maglia ordinaria e sul resto della collezione Messi 26, dove gli scarti fra negozi arrivano a venti euro su un capo identico.
Due note aggiuntive. La personalizzazione con nome e numero non ha un prezzo separato pubblicato in nessun negozio italiano; adidas.it offre il pannello Personalizza senza mostrare un sovrapprezzo, e l'unico extra con prezzo è la patch FIFA WC26 Gold Player a 10 euro. E Fanatics Italia non è raggiungibile e le pagine Fanatics che esistono espongono prezzi in dollari, quindi da lì non cito nessuna cifra: convertire valute sarebbe inventare.
Questa è la sezione più utile del testo se pensi di cercare questa maglia nelle prossime settimane o di comprarla di seconda mano.
Ho verificato i negozi adidas di sei Paesi e il risultato è univoco: la versione d'addio è la serie LD33xx e nient'altro. I negozi italiano, tedesco, polacco, britannico, francese e spagnolo usano le stesse referenze: LD3319 replica uomo, LD3315 Authentic uomo, LD3318 donna, LD3310 bambini, LD3307 bambini con il 10, e KW2024 Authentic in Aurora Ivy.
Si aggiungono due referenze che non compaiono in nessuna guida:
E adesso la trappola. Le referenze KH3943, KH3940, KH3934, KA8117 e KA8115 non sono l'edizione d'addio. Sono la divisa ordinaria del Mondiale 2026 con stampa MESSI 10, che circola come maglia d'addio soltanto perché il nome contiene «Messi 26». Nel dettaglio:
La differenza in pratica: la KA8117 è una maglia con un nome stampato su una base da torneo standard, senza stemma dorato, senza Sol de Mayo e con il consueto logo adidas sul petto. Se compri di seconda mano, controlla il petto destro e non il titolo dell'annuncio.
Per completezza, un'altra sovrapposizione di numeri utile da conoscere: la Authentic Aurora Ivy compare su adidas.it con lo stesso nome italiano della LD3315 e negli stessi due colori, una esaurita e l'altra disponibile. Probabilmente sono varianti colore dello stesso capo, ma adidas non lo dichiara e io non lo deduco.
Infine una correzione che gira su diversi siti di settore: la KW2024 viene spesso descritta come maglia da portiere. Non lo è. adidas.it la presenta come maglia da gioco creata per le partite, nei colori Aurora Ivy e Light Blue, e i negozi francese e britannico la etichettano esplicitamente come maglia da giocatore. Tre siti indipendenti concordano, quindi la versione del portiere va scartata.
Tre cose decideranno come apparirà questa maglia fra qualche anno.
Primo, la tiratura non è stata comunicata. adidas descrive il prodotto come edizione speciale ma non pubblica nessuna cifra. I negozi aggiungono di propria iniziativa la dicitura edizione limitata. I media usano la parola limitata, anche loro senza numeri. È rilevante, perché nelle maglie celebrative una tiratura viene spesso dichiarata esplicitamente. La Juventus, per la maglia dei 120 anni nel 2017, dichiarò 1897 esemplari, l'anno di fondazione del club. Qui questa informazione non esiste.
Secondo, è la prima maglia da partita di una nazionale con il logo del giocatore al posto di quello del fornitore, almeno per quanto è stato possibile stabilire. Se il precedente non si ripete, resterà il suo tratto distintivo principale.
Terzo, l'Italia è fra i mercati che hanno chiuso prima. In Germania la versione uomo è ancora in vendita, in Francia Unisport ce l'ha in quasi tutte le taglie e nel Regno Unito Pro:Direct pubblica anche quali taglie restano. In Italia è rimasta solo la Authentic Aurora Ivy. La scarsità non è nemmeno solo europea: il quotidiano colombiano Vanguardia scriveva il 5 ottobre che in alcune province argentine le unità disponibili sono poche e non esiste rifornimento sufficiente a rispondere alla domanda.
Raccolto in un unico punto, perché sia chiaro dove finiscono i fatti:
Dei negozi citati in questo testo, Unisport Italia, Sports Direct e JD Sports sono negozi partner di Soleback. Su una maglia da 99,95 euro o su una Authentic da 149,95 euro una restituzione percentuale è una somma reale e non un arrotondamento.
Va però ripetuto con chiarezza: per l'edizione d'addio non esiste in Italia un percorso con cashback, perché nessun negozio partner la tiene e adidas.it non è partner. Se la vuoi a tutti i costi, la compri senza restituzione, e questo è il dato onesto. Dove il cashback funziona davvero è sulla maglia home ordinaria, sulla Authentic e sul resto della collezione Messi 26, dove tra l'altro gli scarti di prezzo fra negozi sono i più larghi.
Sfoglia la sezione Argentina di Unisport Italia, la categoria Argentina di Sports Direct e la nazionale argentina su JD Sports. Vale anche la pena controllare le promozioni in corso prima di acquistare.
In pratica il modo più comodo è usare l'estensione per il browser, che ricorda da sola la percentuale attiva appena si entra nel sito di un negozio. I nuovi account possono sfruttare il bonus di benvenuto, e il centro assistenza spiega cosa fare se una transazione non viene registrata.
La maglia è andata in vendita il 25 settembre 2026 e ha debuttato in campo il 6 ottobre, nell'ultima partita di Messi con l'Argentina.
Il suo elemento più importante non è l'oro né il Sol de Mayo, ma la sparizione del logo adidas dal petto destro e la sua sostituzione con il segno personale del giocatore, confermata in modo preciso da Calcio e Finanza.
Abbandonare le righe classiche a favore di una sola larga banda centrale è il passaggio dalla logica della maglia a quella della bandiera, e il Sol de Mayo è trattato con discrezione, come linee tonali e non come stampa a contrasto.
In Italia la versione uomo è esaurita e l'unica dell'edizione d'addio ancora acquistabile è la Authentic Aurora Ivy a 150 euro su adidas.it, che non è negozio partner.
Se al posto dell'edizione d'addio prendi la maglia home ordinaria, confronta più negozi, perché la forbice da 78,00 a 100 euro sul capo disponibile è più larga di molti saldi.
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