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Torino ha 39,36 giorni di gelo all'anno, Roma non ha mai una giornata interamente sotto zero. Non è lo stesso inverno e non è la stessa scarpa. Sette modelli di sette marche, con i prezzi letti nei negozi italiani il 5 ottobre 2026.
Soleback Team
In Italia non esiste un solo inverno urbano, ne esistono due, e la differenza non è di qualche grado ma di categoria. Gli indicatori ISTAT per le normali climatologiche 1981-2010 danno a Milano 19,71 giorni di gelo all'anno e a Torino 39,36, cioè il doppio. Ma il dato davvero rivelatore è un altro: la minima delle temperature massime giornaliere, l'indice TXn, vale più 0,26 gradi a Milano e più 4,93 a Roma. Tradotto: a Milano, a Torino e a Bologna esistono giornate in cui non si scongela mai, a Roma no, mai, nemmeno nella norma trentennale.
Questa guida è costruita al contrario di una prova classica. Prima quello che distrugge davvero una scarpa e quello che decide davvero se resti in piedi su un marciapiede, e solo dopo sette modelli di sette marche diverse, realmente disponibili nei negozi italiani il 5 ottobre 2026, con i prezzi di quel giorno. Tutti i prezzi li ho letti quel giorno sulle pagine dei negozi. Le promozioni si muovono in fretta, quindi prendile come riferimento e non come garanzia.
Un avvertimento metodologico prima di cominciare, perché cambia il peso dei numeri. ISTAT lavora sulle normali 1971-2000 e 1981-2010, non su quelle 1991-2020. ISPRA ha pubblicato le normali 1991-2020 di temperatura e precipitazione, ma solo come mappe e tramite un portale interattivo da cui non sono riuscito a estrarre i valori per singola stazione. Il servizio meteorologico dell'Aeronautica Militare non era raggiungibile. Quindi tutti i dati climatici italiani che compaiono qui sono dei periodi 1971-2000 o 1981-2010, e lo dico apertamente invece di presentarli come attuali.
Gli indicatori ISTAT per i comuni capoluogo, normali 1971-2000 e 1981-2010, giorni di gelo cioè con minima sotto zero:
Finora sembrerebbe che Roma e Milano si assomiglino. Ma guarda gli altri due indicatori della stessa tabella, periodo 1981-2010:
Qui si vede la differenza vera. A Torino e a Bologna la norma trentennale contiene giornate interamente sotto zero. A Milano si sta esattamente sul filo. A Roma la giornata più fredda della norma ha comunque una massima di quasi 5 gradi, cioè Roma non congela mai per un giorno intero, ha solo circa venti gelate notturne all'anno che si sciolgono ogni mattina.
Per la scarpa questo è decisivo, perché il nemico non è il freddo ma il passaggio attraverso lo zero: l'acqua si espande gelando e il sale cristallizza scongelando. A Roma quel ciclo avviene ogni notte di gelata e si chiude ogni mattina. A Torino il ciclo si allunga e si ripete su più giorni.
E poi c'è l'acqua, che in Italia è il problema maggiore. Indicatori ISTAT, giorni con precipitazione, normali 1981-2010:
Milano ha il maggior numero di giornate di pioggià intensa delle quattro città. Le somme invernali di precipitazione, dalle tabelle ISPRA per il periodo 1971-2000, confermano: Milano 202 mm e Roma Ciampino 222 mm nel trimestre dicembre, gennaio e febbraio, contro 160 a Bologna e 128 a Torino. Per confronto, Madrid sta a 118 mm. Milano e Roma sono d'inverno quasi il doppio più bagnate della capitale spagnola.
Una lacuna che va dichiarata: in Italia non esiste un indicatore pubblico sui giorni di neve. Ho controllato l'intero glossario degli indici ISTAT, diciotto indici di estremi di temperatura e precipitazione, e nessuno riguarda la neve o il manto nevoso; la precipitazione è definita complessivamente, neve e grandine comprese. Il rapporto ISPRA sulle normali 1991-2020 copre solo temperatura e precipitazione. Quindi i giorni di neve per Milano e Torino non li posso indicare, e non metto una stima al loro posto.
Qui devo essere onesto su un limite, perché riguarda proprio il dato che servirebbe. Non esiste un tonnellaggio ufficiale pubblicato del sale antigelo usato in Italia. Il sito di ANAS non era raggiungibile da qui, Autostrade per l'Italia pubblica solo consigli di guida nella sua pagina sulle operazioni invernali, senza tonnellaggi né composizione chimica, e la pagina Piano Neve della Polizia di Stato è protetta contro la lettura automatica. Negli altri mercati europei queste cifre sono pubbliche: la Germania dichiara circa 250 000 tonnellate a stagione sulle sole autostrade, la Spagna 254 101 tonnellate di fondenti stoccate, la Francia da 400 000 a 800 000 tonnellate l'anno. Per l'Italia il numero non c'è.
Quello che si può confermare è a livello comunale. AMSA, l'operatore dei servizi ambientali del Comune di Milano, in un comunicato del 9 gennaio 2026 descrive il piano antigelo così:
Quest'ultimo punto è utile a chi cammina: i tratti dove il sale non viene messo per proteggere le piante sono anche i tratti dove il ghiaccio resta. Tonnellaggio, numero di mezzi, personale e chilometri trattati non sono indicati in nessuna delle pagine AMSA che ho letto.
Vale un paragrafo, perché è un punto su cui circola molta confusione e perché la base giuridica è verificabile anche quando le date non lo sono.
Il Codice della Strada, decreto legislativo 30 aprile 1992 numero 285, all'articolo 6 comma 4 lettera e) prevede che l'ente proprietario della strada possa prescrivere che i veicoli siano muniti ovvero abbiano a bordo mezzi antisdrucciolevoli o pneumatici invernali idonei alla marcia su neve o su ghiaccio. La lettera f-bis) dello stesso comma consente, fuori dai centri abitati e in previsione di nevicate intense, di prescrivere l'utilizzo esclusivo di pneumatici invernali. Il comma 5 stabilisce chi emette le ordinanze: per le strade e le autostrade statali il capo dell'ufficio ANAS territorialmente competente, per le strade regionali le regioni.
Quindi non esiste un unico obbligo nazionale italiano, ma un mosaico di ordinanze di singoli gestori. Sulle date comunemente citate per il periodo invernale non mi pronuncio: provengono da una direttiva ministeriale del 2013 che non sono riuscito ad aprire, e non cito il contenuto di un documento che non ho letto.
Questo è il passaggio più importante della guida e si basa sui dati del laboratorio SATRA, specializzato nelle prove sulle calzature.
SATRA afferma due cose. Primo: non esiste alcun requisito nazionale o internazionale sulla resistenza allo scivolamento delle calzature sul ghiaccio, e la norma EN ISO 13287 nella versione del 2019 non comprende una prova su ghiaccio. Secondo, e questo è misurato: su ghiaccio bagnato a circa zero gradi il coefficiente di attrito scende sotto 0,05. SATRA lo descrive come una delle superfici più pericolose che si possano incontrare sotto il piede e aggiunge che nessuna suola convenzionale fornirà probabilmente aderenza utile su di essa.
Per confronto, su ghiaccio liscio a meno 7 gradi, valore che SATRA adotta come compromesso di lavoro, suole diverse si collocano tra 0,10 e 0,25, il che permette di distinguerle. Su ghiaccio asciutto a meno 10 gradi e sotto, una calzatura del tutto ordinaria raggiunge valori alti.
Applicato all'Italia, questo cade male in modo molto specifico. L'indice TXn visto sopra dice che Milano sta sullo zero e Roma sopra: quando in queste città si forma ghiaccio, si forma esattamente intorno a zero gradi e non molto sotto, cioè proprio il tipo di ghiaccio che SATRA definisce il più pericoloso. Nessuna sneaker, nemmeno da 200 euro, risolve il ghiaccio bagnato.
Che cosa lo risolve lo mostra uno studio del 2013 dell'ente tedesco di assicurazione contro gli infortuni DGUV, che ha provato calzature su lastre di ghiaccio prodotte a meno 15 gradi. Risultato: una scarpa con fibre di vetro integrate nella suola e una scarpa con chiodi hanno dato resistenza allo scivolamento sufficiente, mentre una suola senza chiodi non l'ha data, né sulla neve né sul ghiaccio.
Le uniche cifre di produttore ottenute con il metodo SATRA TM144 che ho trovato le fornisce Hanwag per la sua suola IceGrip, con particelle microscopiche di vetro nei tasselli: 0,587 sull'asciutto contro 0,497 di una suola standard, 0,412 sul bagnato contro 0,326 e 0,474 sul ghiaccio contro 0,067. Devo segnalare una contraddizione: il valore 0,474 è decisamente superiore all'intervallo che SATRA considera tipico per il ghiaccio liscio a meno 7 gradi, e Hanwag non indica né la temperatura del ghiaccio né la sua preparazione, quindi quei numeri non sono confrontabili con la descrizione SATRA. Riporto entrambe le versioni, perché nessuna è palesemente sbagliata.
Un chiarimento finale, perché la confusione è frequente. Il pittogramma del fiocco di neve con le tre cime vale esclusivamente per gli pneumatici ed è definito nel Regolamento ONU numero 117. Per le calzature non esiste un equivalente. La norma EN ISO 20345, nella revisione del 2022, ha eliminato le marcature SRA, SRB e SRC sostituendole con la sola marcatura SR, provata su piastrella ceramica con glicerina. Nessuna marcatura relativa al ghiaccio è stata introdotta.
L'errore più ripetuto negli acquisti invernali è questo: prendo il GORE-TEX, quindi la scarpa sarà più calda. Una membrana si misura in micrometri. Sympatex, l'unico produttore che pubblica il dato, dichiara 5 micrometri. Gore non pubblica lo spessore della propria membrana.
Uno studio pubblicato nel 2025 sulla rivista Fashion and Textiles ha misurato l'isolamento di undici calzature di protezione con un manichino termico del piede a 21, 0 e meno 5 gradi:
Se l'81 per cento dell'isolamento è spiegato dallo spessore, uno strato di cinque micrometri non apporta calore misurabile. La membrana blocca il vento e l'acqua esterna, cioè limita le perdite, ma non aggiunge nulla.
Il ruolo vero della membrana emerge da uno studio di Kuklane, Geng e Holmér del 1998, su otto partecipanti a più 3, meno 12 e meno 25 gradi. Due risultati contano. Primo: a più 3 gradi non c'erano differenze significative tra i tipi di calzatura, dalla pelle semplice al modello imbottito. Secondo: quando la calzatura si è bagnata, il livello di isolamento si è ridotto fortemente, e i modelli imbottiti sono scesi, nella zona delle dita, al livello di quelli base.
Messo accanto ai numeri italiani, questo dà la conclusione corretta, e a Roma è quasi un verdetto. Roma non ha nemmeno un giorno interamente sotto zero nella norma trentennale e ha 222 mm di pioggia nel trimestre invernale. Per una scarpa romana l'imbottitura è irrilevante e la membrana è tutto. A Milano il margine è più stretto, a Torino l'imbottitura torna a contare.
Gore ha tre costruzioni per la calzatura, e sono quelle, più del nome del marchio, a decidere il carattere della scarpa:
A livello di laminato Gore distingue delle classi. Per l'inverno urbano la più rilevante è Extended Comfort: un laminato senza isolamento che massimizza il trasferimento di calore e umidità, descritto come pensato per il passaggio continuo tra interno ed esterno. Descrive con precisione un tragitto in metropolitana. Performance Comfort è un laminato a quattro strati con isolamento moderato ed è l'unica classe per cui Gore fornisce numeri: impermeabilità venti volte superiore a quanto richiede la norma ISO 20344 del 2011, traspirabilità fino a sei volte superiore ai valori normativi, permeabilità al vapore d'acqua del materiale della tomaia di almeno 5 milligrammi per centimetro quadrato all'ora contro gli 0,8 richiesti dalla norma, e resistenza del laminato all'abrasione di almeno 100 000 movimenti sull'asciutto e 50 000 sul bagnato. Insulated Comfort contiene uno strato isolante chiamato GORE-TEX THERMIUM.
Quello che Gore non pubblica: colonna d'acqua in millimetri, valori RET o MVTR per la calzatura. Il GORE-TEX non si può quindi confrontare numero per numero con la concorrenza.
La concorrenza sta così:
Due cose vanno corrette qui. Nike nelle calzature usa GORE-TEX su licenza, e Storm-FIT è una tecnologia per l'abbigliamento, non per la calzatura. Anche ASICS e New Balance nei loro modelli impermeabili usano GORE-TEX su licenza e non una membrana propria.
Il Dunk è la scarpa che indossi già in città. La versione GORE-TEX ha una membrana e una tomaia più spessa e più resistente.
Prezzi del 5 ottobre 2026:
Per una silhouette da trail, qui l'Italia è messa meglio di altri mercati:
Comprare da Footshop, da Snipes o l'ACG Zegama Trail da Slam Jam.
Due avvertenze di onesta. L'Air Force 1 GTX con codice CK2630 non è acquistabile in Italia: Snipes ne ha due varianti, entrambe esaurite, a 70 e 80 euro. E l'ACG Mountain Fly 2 Low GTX non esiste in nessuno dei negozi controllati. Se li vedi consigliati in una guida, non sono acquisti reali su questo mercato.
Footshop sta liquidando l'ACS Pro GTX nella colorazione Gray Green e Asphalt, codice L47867000, a 121,49 euro da 220,00 euro, cioè il 45 per cento in meno. È una costruzione GORE-TEX completa con suola Contagrip al prezzo di una sneaker di tela.
Il resto della famiglia Salomon, prezzi del 5 ottobre 2026 in Footshop:
Comprare l'ACS Pro GTX da Footshop, l'XT-Quest GTX o l'XT-6 GTX in promozione.
Footshop ha il 1906 nella versione con membrana a due prezzi diversi secondo la colorazione:
Ho verificato la membrana sulle schede tecniche e non solo sulla categoria, perché qui c'è una trappola concreta. Footshop vende un New Balance 2002RS Shipyard, codice U2002DXC, a 144,49 euro da 170,00 euro, e il modello compare nella navigazione Gore-Tex, ma la sua scheda prodotto non riporta l'attributo tecnico della membrana: la parola gore-tex appare solo nel percorso di navigazione. Non lo conto quindi tra i modelli con membrana, e non pagherei un prezzo da GORE-TEX per esso senza una verifica in negozio.
Non esistono invece in Italia il MT580 Gore-Tex e il 610, presenti in altri mercati.
Comprare il 1906 GORE-TEX da Footshop.
Il Terrex Freehiker è la cosa più vicina a uno scarponcino invernale che continui a leggersi come una sneaker. Il collo alto in maglia avvolge la caviglia, cosa che conta con la neve mista ad acqua, e il profilo della suola è più spesso di quello di una sneaker classica, il che secondo lo studio sullo spessore degli strati citato sopra migliora davvero l'isolamento.
Prezzi del 5 ottobre 2026 in Footshop:
Comprare il Freehiker SL GORE-TEX da Footshop o il Climaproof 1 GORE-TEX da BSTN.
Il Glenclyffe è la risposta di The North Face alla sneaker urbana con una membrana vera. In Italia costa 205,00 euro in Footshop nelle tre colorazioni TNF Black NF0A8D95KX71, Dark Chestnut NF0A8D950H91 e Timeless Taupe NF0A8D95U3M1, e 204,99 euro in BSTN.
E qui c'è la trappola più utile di tutta questa guida, perché costa circa trenta euro e sembra un affare. Snipes vende un The North Face Glenclyffe Nero a 174,99 euro e Footshop un Glenclyffe Sycamore NF0A8DAP7R81 a 175,00 euro: sono le versioni SENZA GORE-TEX. L'ho verificato contando le occorrenze del termine sulle schede: zero. Stesso nome di modello, stessa silhouette, membrana assente. Se vedi un Glenclyffe a 175 euro e pensi di aver trovato uno sconto sul GORE-TEX, controlla la scheda tecnica.
La famiglia Offtrail, molto meglio prezzata, prezzi Footshop:
Il Back-To-Berkeley IV e l'Hedgehog GORE-TEX, venduti in Germania, Regno Unito e Spagna, non li ho trovati in nessun negozio italiano.
Comprare il Glenclyffe Low Gore-Tex da Footshop.
In tutta questa lista è l'unico modello il cui nome contiene la parola insulated e che unisce davvero membrana e imbottitura. Il Sk8-Hi nella versione MTE ha un collo alto che copre la caviglia, una linguetta più spessa e una fodera più calda.
Prezzi del 5 ottobre 2026:
Attenzione a una distinzione: il MTE Sk8-Hi Waterproof Insulated VN000DAQBA21 a 152,95 euro in Footshop non ha il GORE-TEX, ha il trattamento impermeabile proprio di Vans. Costa trenta euro in meno e c'è un motivo.
Comprare il Sk8-Hi GORE-TEX Insulated MTE da Footshop o da Slam Jam.
L'Italia è, tra i mercati che ho confrontato, quello con i prezzi HOKA migliori. Se l'inverno per te significa camminare molto e non il tratto breve dall'auto all'ufficio, questo è il modello: l'intersuola spessa di HOKA non è solo comfort in contesto invernale, è anche più materiale tra il piede e il cemento freddo, cosa che conta in modo misurabile data la correlazione tra isolamento e spessore degli strati.
Prezzi del 5 ottobre 2026 in Footshop:
In BSTN la versione donna del Kaha 2 Frost GTX 1155195-OKS sta a 220,99 euro da 259,99 euro, e il Kaha 2 Frost Moc GTX 1155210-BBLC a 199,99 euro.
Comprare l'Anacapa 2 Low GTX da Footshop o il Transport Hike GTX.
Non tutti hanno bisogno di una scarpa da 200 euro. Questi hanno una membrana e un prezzo realmente basso:
Da vedere anche: Altra Timp 6 GTX a 153,49 euro da 170,00 e Altra Lone Peak 9+ GTX a 155,99 euro da 172,95, entrambi in Footshop, e Timberland Heritage GORE-TEX a 205,00 e 210,00 euro in Slam Jam o 199,99 euro in BSTN.
Esplorare: la categoria GORE-TEX di Footshop con oltre duecento modelli, la ricerca GORE-TEX di BSTN, gli essenziali inverno di Snipes, il GEL-SONOMA 8 GTX su asics.com, il GEL-CUMULUS 27 GTX, il Cham Redux Storm GTX o il Tellurix Titanium OutDry.
Una precisazione su KEEN: Footshop vende il Versacore WP a 144,95 euro e il Leiki WP a 147,95 euro, ma la membrana è la KEEN.DRY proprietaria e non il GORE-TEX. Non è un difetto, è un'informazione che manca in molte guide.
Trappola uno: lo scamosciato a novembre. Scamosciato e nabuk non hanno lo strato di finitura che protegge la pelle liscia, quindi il sale cristallizza nella loro struttura porosa. Non ho trovato uno studio che quantifichi questa differenza, quindi trattala come una deduzione dal meccanismo e non come un fatto misurato. Il meccanismo in sé è ben documentato e si trova nella sezione successiva.
Trappola due: l'indicazione di temperatura del produttore. Non esiste alcuna valutazione normalizzata di temperatura per le calzature. I sacchi a pelo hanno la norma EN 13537, le scarpe non hanno un equivalente. L'unica cosa che esiste è la marcatura CI della norma EN ISO 20345, e si tratta di una prova di laboratorio: camera a meno 17 gradi, trenta minuti, carico di quattro chilogrammi di sfere d'acciaio, e il requisito è che la temperatura sulla faccia superiore del sottopiede non scenda di più di 10 gradi. È una prova da fermo e non una promessa di funzionamento fino a meno 17.
Trappola tre: credere che la membrana risolva l'aderenza. Sono due proprietà del tutto indipendenti. La membrana tiene la scarpa asciutta. Con lo slittamento sul ghiaccio bagnato non ha nulla a che fare e, secondo i dati SATRA, nulla da fare a zero gradi.
Il meccanismo si chiama pressione di cristallizzazione e non è una metafora ma una forza misurata. Uno studio di Desarnaud, Bonn e Shahidzadeh pubblicato nel 2016 su Scientific Reports indica che, per il cloruro di sodio tra superfici idrofile, la pressione di cristallizzazione raggiunge circa 220 megapascal, con un'incertezza di misura di 50 megapascal. Per il cloruro di potassio sono circa 30 megapascal. Il meccanismo si basa su una repulsione elettrostatica attraverso un film liquido di circa 1,5 nanometri di spessore tra il cristallo e la parete.
Ed ecco la frase più forte che ho trovato a favore dell'impermeabilizzazione: quando le pareti sono rese idrofobe, non viene rilevata alcuna forza repulsiva. Su una superficie idrofoba la pressione di cristallizzazione non si forma. Impermeabilizzare non è quindi un rituale, ma la rimozione della condizione in cui il sale fa esplodere il materiale dall'interno.
Sulla pelle, il Canadian Conservation Institute, un ente di conservazione, lo formula senza giri di parole: la maggior parte delle pelli e dei cuoi viene danneggiata dal contatto diretto con l'acqua. Il cuoio a concia vegetale indurisce e scurisce dopo essersi bagnato, a volte fino al nero. Il cuoio conciato all'allume perde, bagnandosi, i sali usati nella lavorazione, e il risultato è uno stato duro e corneo. Il CCI sconsiglia espressamente di saturare la pelle con grassi e condizionanti, perché gli oli si ossidano e possono provocare ulteriore indurimento e scurimento.
Non ho trovato alcun protocollo di pulizia delle calzature dal sale basato su uno studio o su una norma. I consigli diffusi con una soluzione di aceto in parti uguali non hanno fondamento scientifico, e l'acido acetico abbassa il pH, che è un argomento contrario data la sensibilità della pelle alla chimica. Quello che resta documentabile è una regola semplice: non lasciare che si instauri un ciclo incontrollato di bagnatura e asciugatura, non affogare il materiale nel grasso e mantenere la superficie idrofoba.
Gore offre una garanzia chiamata Guaranteed To Keep You Dry, che copre impermeabilità, antivento e traspirabilità. Tre cose vanno sapute prima dell'acquisto.
Prima: la garanzia non è illimitata, ma non ha nemmeno un termine in anni. Copre la vita utile del prodotto, che Gore definisce come il periodo in cui un prodotto può ragionevolmente fornire le prestazioni attese rispetto all'uso previsto. Gore scrive esplicitamente che le scarpe da corsa hanno una vita attesa più breve di una giacca da alta montagna. La prestazione consiste in riparazione, sostituzione o rimborso del prezzo di acquisto, con priorità alla riparazione.
Seconda: l'elenco delle esclusioni contiene una voce che riguarda proprio l'inverno urbano, cioè cura insufficiente o mancato rispetto delle istruzioni di manutenzione. Se cammini tre mesi in una scarpa salata senza pulirla e poi la membrana perde, è esattamente quella clausola. Sono inoltre esclusi i danni meccanici, cioè abrasioni, buchi e strappi, e un rivestimento DWR degradato su un prodotto molto usato.
Terza, e in Italia è utile: la garanzia opera nel paese di acquisto e, per gli acquisti effettuati all'interno dell'Unione europea, copre tutti gli Stati membri. Un acquisto fatto in Germania, in Francia o in Spagna resta quindi coperto dall'Italia.
Se cerchi una scarpa con un'imbottitura vera e non solo con una membrana, due materiali pubblicano dati:
Non confronto direttamente questi due, perché le unità sono diverse, uno indica clo assoluti e l'altro clo per unità di grammatura, e una conversione richiederebbe delle assunzioni.
Questi valori vanno messi accanto allo studio citato sopra: una calzatura di protezione completa, compresi i modelli per il freddo estremo, si colloca tra 0,9 e 1,2 clo. Una sneaker bassa ha un pacchetto di strati più sottile di qualunque di esse. Se quindi qualcuno ti promette comfort fino a meno 20 gradi in una scarpa bassa, lo fa senza un metodo normalizzato.
Infine la lana merino, perché compare nelle descrizioni dei sottopiedi. Tutti i dati disponibili provengono da Woolmark, un'organizzazione di settore dei produttori di lana, e vanno letti come tali. La lana assorbirebbe fino al 35 per cento del proprio peso in umidità prima di risultare bagnata, e trasporterebbe il 25 per cento di umidità in più del poliestere. In una prova di microclima misurata a 5 gradi e 85 per cento di umidità, i capi con imbottitura in lana hanno dato 31,9 gradi sulla pelle contro 32,5 del poliestere, quindi in quella misurazione specifica il poliestere è risultato leggermente più caldo. Non ho trovato misurazioni indipendenti che confermino i dati Woolmark.
Su questo non esiste uno studio, quindi lo riporto come deduzione dal meccanismo e non come fatto misurato. Se l'81 per cento dell'isolamento di una scarpa è spiegato dallo spessore del pacchetto di strati, una calza più spessa migliora davvero l'isolamento. Ma solo se ha spazio. Una scarpa presa al limite comprime lo strato, quindi ne riduce lo spessore, quindi peggiora esattamente quello che la calza doveva migliorare.
Le conseguenze pratiche:
Due cose qui pesano più della scelta del modello.
Prima: gli stessi modelli costano cifre molto diverse nei negozi italiani lo stesso giorno. L'XT-6 GTX va da 179,99 euro in Snipes a 200,00 euro in Footshop. Il Freehiker SL GORE-TEX va da 127,49 a 149,99 euro secondo colorazione e negozio. Il Kaha 2 Frost GTX donna sta a 220,99 euro in BSTN contro i 260,00 euro del modello uomo in Footshop. L'ACG Zegama Trail GORE-TEX è 180,00 euro in Slam Jam e 189,99 euro in Footshop e BSTN. Un'occhiata alle promozioni in corso prima di comprare vale il minuto che costa.
Seconda: da questi prezzi si scala ancora il cashback. Tutti i negozi citati in questa guida, cioè Footshop, Slam Jam, BSTN, Snipes e ASICS Italia, sono negozi partner di Soleback. È la differenza rispetto all'acquisto su nike.com e adidas.it, che non sono nel programma. Lo stesso Dunk Low GTX comprato da Footshop genera un rimborso, comprato sul sito del marchio no.
In pratica funziona nel modo più comodo con l'estensione per browser, che ricorda da sola la percentuale attiva appena apri una pagina di negozio. I nuovi account possono usare anche il bonus di benvenuto. La percentuale attuale per Snipes è qui, e se una transazione non viene registrata, il centro assistenza descrive la procedura di reclamo.
E una cosa che non è una scarpa. Se cammini su marciapiedi ghiacciati, nessuna di queste sette proposte risolve il problema del ghiaccio bagnato a zero gradi, perché secondo i dati SATRA non lo fa nessuna suola convenzionale. Un soprascarpa con chiodi costa meno della differenza di prezzo tra due modelli di questa lista ed è la sola cosa di questa guida che cambia il coefficiente di attrito di un ordine di grandezza.
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