

Un buon mouse da gaming costa tra 25 e 40 €, uno da torneo di solito tra 110 e 180 €. Ti spieghiamo cosa paghi davvero, cosa usano i professionisti e cosa scegliere per ogni budget.
Soleback Team
Un buon mouse da gaming oggi lo compri con una cifra tra 25 e 40 €. In questa fascia ci sono modelli cablati molto diffusi come il Logitech G203 Lightsync (in altri Paesi venduto come G102) e il Razer DeathAdder Essential. Per i mouse che usano i professionisti di CS2 e Valorant spendi di solito tra 110 e 180 €.
La buona notizia è che tra queste due cifre non c'è un abisso di precisione. Anche il sensore di un mouse economico segue i movimenti della mano senza sbavature. Un mouse più caro ti dà soprattutto tre cose: niente cavo, meno peso e una costruzione migliore. Prima di comprare, chiediti se ti serve davvero almeno una di queste. Il parametro più importante non è scritto sulla scatola: è la forma, e se si adatta alla tua mano.
In Italia il mercato oggi si divide in quattro fasce ben distinte:
Se giochi per svago, un tetto ragionevole è 40 € per un mouse cablato e circa 60 € per uno wireless. Oltre i 120 € paghi gli ultimi punti percentuali, che contano soprattutto se giochi in ranked diverse ore al giorno.
Due mouse con lo stesso sensore possono dare risultati molto diversi, perché uno ti sta bene in mano e l'altro no. Le forme si dividono in due famiglie.
Quelli simmetrici, come il Razer Viper o il Logitech G Pro X Superlight, hanno i due lati simili. Sono adatti a un'impugnatura in cui dita e polso fanno tanti piccoli movimenti. Razer descrive il Viper V4 Pro proprio come un mouse per impugnatura claw e fingertip.
Quelli ergonomici, come il Razer DeathAdder V4 Pro, lo Zowie EC2 o il nuovo Logitech G Pro X Superlight 2 DEX, sono sagomati per la mano destra. La riempiono meglio e sono più comodi quando tutta la mano poggia sul mouse. Chi è mancino in pratica deve puntare sulle forme simmetriche.
Se puoi, prova qualche modello in negozio. MediaWorld ha anche negozi fisici e sulle schede prodotto puoi scegliere il punto vendita, così prima di partire sai dove andare a impugnarlo.
La lunghezza della mano si misura dalla punta del dito medio alla linea del polso, la larghezza di traverso sul palmo. Secondo la guida di Voltcave una mano piccola è sotto i 17 cm circa, una media tra 17 e 20 cm, una grande oltre i 20 cm.
Una regola semplice per iniziare: la lunghezza del mouse è circa il 60 per cento di quella della mano. Con una mano di 19 cm viene fuori un mouse lungo più o meno 11,4 cm. Con l'impugnatura palm resta vicino a questa regola, con claw e fingertip puoi scendere un po'.
I produttori offrono sempre più spesso la stessa forma in più taglie. Pulsar consiglia la versione Mini del suo X2 per mani più corte di 19 cm, e Zowie vende la serie EC nelle taglie 1, 2 e 3.
Con l'impugnatura palm tutta la mano poggia sul mouse e il movimento parte da polso e avambraccio. In questo caso funzionano meglio i mouse più grandi ed ergonomici.
Con l'impugnatura claw la mano si appoggia solo con la base del palmo e le dita sono piegate ad artiglio. È l'impugnatura più diffusa negli sparatutto, perché unisce stabilità e correzioni rapide.
Con l'impugnatura fingertip il mouse tocca solo i polpastrelli. Qui contano il peso ridotto e un corpo più corto, perché tutto il lavoro lo fanno le dita.
Non devi per forza dare un nome alla tua impugnatura. Basta notare se la base del palmo tocca il mouse oppure no. Questo dice più di qualsiasi tabella.
Dieci anni fa un mouse da gaming pesava oltre 100 grammi. Oggi il riferimento per chi gioca a livello competitivo è tra 49 e 63 grammi:
Un peso minore aiuta a fermare il mirino in fretta, ma c'è un limite. Il Pulsar X2 CrazyLight Mini pesa circa 35 o 37 grammi e il Finalmouse ULX Prophecy 36 g, eppure i mouse più usati dai professionisti pesano tra 54 e 61 grammi. Più leggero non vuol dire migliore, se perdi controllo.
Un mouse più pesante non è un problema nei giochi in cui non conta la mira rapida: strategici, MMO o titoli con tante scorciatoie. Il Logitech G502 X Plus ha 13 comandi programmabili e il Razer Basilisk V3 Pro 35K pesa 112 g e ha 11 tasti. Per chi gioca a World of Warcraft sono pregi, non difetti.
Le scocche forate, di moda qualche anno fa, oggi lasciano il posto a gusci pieni a parete sottile con un peso simile. I fori raccoglievano polvere e a volte si flettevano sotto le dita.
Razer pubblicizza il Viper V4 Pro con 50.000 DPI, Logitech il suo sensore HERO 2 con 44.000 DPI. Sono numeri senza alcun peso pratico.
Secondo i dati di csdb.gg su 820 professionisti attivi di CS2, il 47 per cento gioca a 400 DPI e il 46 per cento a 800 DPI. In tutto fa il 93 per cento. A 3200 DPI gioca l'1 per cento. In Valorant, secondo prosettings.net, dominano 800 DPI (54,8 per cento del campione) e 1600 DPI (32,3 per cento).
Qualsiasi sensore decente degli ultimi anni, dal PixArt PAW3395 al Razer Focus Pro o al Logitech HERO, traccia senza errori nell'intervallo che usi davvero. SteelSeries nella sua guida faceva notare già anni fa che un CPI alto, da solo, non dice nulla sulla qualità del sensore. Conta di più che il sensore non perda il tracciamento nei movimenti bruschi (IPS, accelerazione), e su questo non hanno problemi nemmeno i modelli economici dei marchi affermati.
Il polling rate è il numero di report che il mouse invia al computer ogni secondo. A 1000 Hz arriva un report ogni 1 ms, a 8000 Hz ogni 0,125 ms. I produttori dei top di gamma oggi puntano tutto sugli 8000 Hz.
In pratica i professionisti li usano poco. Nei campioni di circa 60 giocatori di CS2 e Valorant raccolti da prosettings.net circa il 55 per cento gioca a 1000 Hz, mentre a 8000 Hz appena il 3,3 per cento.
Un polling alto ha i suoi costi. Secondo TechPowerUp gli 8000 Hz richiedono un processore adeguato (il recensore indicava 6 core fisici), una porta USB 3 e un monitor da 240 a 360 Hz, e su un computer meno potente la reattività può persino peggiorare. Razer stessa, nella pagina su HyperPolling, consiglia di scendere a 4000 o 2000 Hz se un gioco più vecchio inizia a scattare.
La scelta sensata è 1000 Hz tutti i giorni e da 2000 a 4000 Hz se hai un computer potente e un monitor veloce.
L'idea che un mouse wireless sia più lento è superata, ma non vale per ogni modello. igor'sLAB, nelle misurazioni di maggio 2025, ha rilevato che il Logitech G303 Shroud senza cavo è più lento di appena 0,2 ms, mentre il più vecchio Zowie U2 di 4 ms. Tutto dipende dal singolo progetto, non dalla tecnologia in sé.
Togliere il cavo costa di più. Il mouse da gaming wireless più economico di un marchio affermato, il Logitech G305, rientra ancora nella fascia fino a 40 €, ma costa nettamente più del G203 cablato. Un mouse cablato con un cavo leggero e morbido resta una buona scelta, soprattutto sotto i 50 €.
I numeri più sorprendenti di questa categoria riguardano la batteria. Passare da 1000 a 8000 Hz non dimezza l'autonomia, la riduce di parecchie volte:
A 8000 Hz, quindi, ricarichi il mouse ogni due o tre giorni di gioco. A 1000 Hz una volta a settimana o meno. Il Logitech G305 funziona con una sola stilo AA fino a 250 ore, secondo Logitech, al prezzo di un peso maggiore: 99 g con la batteria.
Gli switch meccanici classici dopo qualche anno possono fare il “doppio clic”: i contatti consumati vibrano e una sola pressione viene registrata come due. Gli switch ottici eliminano questa causa, perché il clic lo rileva un fascio di luce e non due lamelle che si toccano. Non sono però indistruttibili, perché possono cedere la molla o l'elettronica.
Il Razer Cobra, che costa poco, ha già switch ottici di terza generazione, come il Pulsar X2V2. Logitech è andata oltre: il G Pro X2 Superstrike non ha proprio microswitch, ma una misura induttiva della pressione con punto di attivazione regolabile e risposta aptica. Logitech dichiara una latenza del clic fino a 30 ms più bassa.
I pattini in PTFE sono lo standard. Quelli in vetro sono più veloci su un tappetino in tessuto adatto, ma rumorosi su un tappetino in vetro e più sensibili all'umidità. Cambia sempre il set completo, non un pattino solo.
Il tappetino cambia le sensazioni più di quanto sembri. Se giochi a 400 o 800 DPI come la maggior parte dei professionisti, ti serve una superficie ampia, e un piccolo tappetino da ufficio smette di bastare al primo movimento largo.
Il software è questione di gusti. Lo Zowie EC2-DW funziona senza driver e le impostazioni si cambiano con i tasti sotto il mouse. Eppure Zowie è il terzo marchio tra i professionisti di CS2. Il Razer Viper V4 Pro lo configuri dal browser, senza installare nessuna app.
In questa fascia trovi tutto quello che serve al giocatore medio:
Con il G305, il G203 e gli altri modelli più diffusi confronta i colori. Lo stesso mouse in un'altra finitura nello stesso negozio può costare parecchio meno, perché i negozi smaltiscono le varianti meno richieste.
Qui iniziano i mouse più leggeri, con switch migliori, e i primi modelli wireless leggeri:
Secondo noi è la fascia migliore per la maggior parte dei giocatori. Il Viper V3 HyperSpeed ti dà un wireless con forma da torneo. Chi preferisce il cavo e un peso basso ha il Cobra, che con 58 g e switch ottici costa poco più di un mouse base.
Questa fascia è fatta soprattutto delle generazioni precedenti dei modelli da torneo, che dopo l'arrivo dei successori sono scese parecchio di prezzo:
Il DeathAdder V3 Pro oggi è uno degli affari migliori sul mercato. Il suo successore, il V4 Pro, è il secondo mouse più usato in CS2 ed è già nella fascia superiore, ma in gioco la differenza non vale il sovrapprezzo per nessuno, tranne chi lotta per i punti in classifica.
Sono i mouse che vedi nelle dirette dei tornei:
Superlight 2 e Viper V3 Pro in offerta scendono spesso appena sotto i 120 €, quindi prima di comprare confronta MediaWorld, Alternate e Galaxus. Zowie in Italia ha una disponibilità altalenante e spesso restano pochi pezzi, per cui con questo marchio conviene attivare l'avviso di disponibilità.
Secondo la classifica di prosettings.net, basata su 2436 profili di giocatori di vari titoli, il mouse più diffuso è il Logitech G Pro X Superlight 2 (12 per cento), davanti al Razer Viper V3 Pro (10,8 per cento) e al Viper V4 Pro (10 per cento). Seguono il primo Superlight, il Logitech Superstrike e il DeathAdder V4 Pro.
Nel solo CS2, secondo prosettings.net su 947 profili, Logitech ha il 37,7 per cento, Razer il 31,6 per cento e Zowie il 13,3 per cento. Il Superlight 2 lo usa il 17,7 per cento dei professionisti, il DeathAdder V4 Pro l'11,2 per cento.
Per te le conclusioni sono tre. I pro giocano a DPI bassi e di solito a 1000 Hz, quindi i valori record non servono nemmeno a loro. Scelgono mouse tra 54 e 61 grammi, non i più leggeri sul mercato. E quasi sempre giocano con un modello che sta bene nella loro mano, perché cambiano attrezzatura meno spesso di quanto facciano pensare le novità.
Se giochi in ranked e pensi ai tornei, un mouse di fascia alta ha senso, ma non perché mira meglio. Ti dà un comportamento stabile e prevedibile per anni, la libertà del wireless senza ritardi percepibili e una forma che vedi nelle mani di chi gioca ai massimi livelli.
Il percorso pratico è questo. Imposta 400 o 800 DPI in CS2, 800 o 1600 in Valorant, e regola la sensibilità nel gioco. Gioca a 1000 Hz e prova 2000 o 4000 Hz solo con un monitor da 240 Hz o più veloce. Compra un tappetino grande. Solo dopo pensa a cambiare mouse, e scegli la forma, non i numeri.
Se Superlight 2 o DeathAdder V4 Pro sono troppo per te, la generazione precedente (DeathAdder V3 Pro, Viper V3 Pro SE) offre praticamente lo stesso e resta nella fascia da 80 a 120 €.
I mouse da gaming li compri da tre partner di Soleback, con cashback:
Pulsar ed Endgame Gear, che nei grandi negozi di elettronica quasi non si vedono, sono il punto di forza di Galaxus. Alcuni modelli, come il Superlight 2c o il Viper V4 Pro, li trovi anche sugli store ufficiali di Logitech e Razer, che non sono partner di Soleback.
Le percentuali dalle pagine dei negozi su Soleback, ottobre 2026:
Su ogni 100 € spesi recuperi quindi 2 € da Galaxus, 1,30 € da MediaWorld e 0,90 € da Alternate. Se su MediaWorld il mouse è venduto da un venditore del Marketplace, scendi a 0,50 € ogni 100 €, quindi prima di aggiungerlo al carrello guarda chi lo vende.
La percentuale più alta ce l'ha Galaxus, che ha anche la scelta più ampia di marchi per appassionati. Le condizioni aggiornate le trovi sulla pagina di Galaxus su Soleback.
Il cashback viene registrato se lo attivi su Soleback prima dell'acquisto e compri nello stesso browser, non nell'app del negozio. Ad blocker e protezione dal tracciamento possono interrompere il reindirizzamento. Se restituisci il mouse, il cashback viene annullato, e non vale nemmeno per gli ordini pagati in parte con una carta regalo. Per la conferma aspetti di solito da 60 a 90 giorni con MediaWorld e Alternate, fino a 120 giorni con Galaxus. Il modo più comodo per non dimenticarlo è l'estensione Soleback per il browser.
Un nuovo account riceve anche un bonus di benvenuto, che si sblocca a tappe in base al cashback accumulato. Conta solo il cashback dei tuoi acquisti registrato nei primi 45 giorni, quindi conviene aprire l'account poco prima di un acquisto di elettronica più grosso, non solo per un mouse.
Puoi abbinare i codici sconto al cashback, ma conta da dove arriva il codice. Ci sono due tipi di codici che puoi usare senza rischi: quelli della sezione promozioni di Soleback e quelli che il negozio pubblica sul proprio sito ufficiale, per esempio nella scheda prodotto o in un banner promozionale.
Fai attenzione ai codici presi da siti di coupon e aggregatori esterni. Con questi il cashback potrebbe non essere accreditato, perché l'acquisto viene attribuito a un altro sito. I negozi di elettronica pubblicano spesso codici propri sui mouse di marchi specifici, di solito validi per qualche giorno o qualche settimana, quindi prima di cercare un codice altrove controlla il sito del negozio e le promozioni di Soleback.
In qualsiasi fascia imposta 1000 Hz, DPI bassi e compra un buon tappetino. Migliorerà il tuo gioco più di qualsiasi sovrapprezzo per un top di gamma.
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