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Quali scarpe scegliere per la palestra? Tre categorie e l'errore che quasi tutti commettono
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Quali scarpe scegliere per la palestra? Tre categorie e l'errore che quasi tutti commettono

Suola piatta, cross-trainer o scarpa da sollevamento. Come adattare il tipo al proprio allenamento

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Soleback Team

16 set 20265 min di lettura

Quali scarpe scegliere per la palestra? Tre categorie e l'errore che quasi tutti commettono

L'errore più frequente tra i principianti non sta nello scegliere il modello sbagliato, ma la categoria sbagliata. Se fai squat con scarpe da running, stai combattendo contro le tue stesse calzature. Qui sotto i tre tipi di scarpa da allenamento, con un'indicazione chiara su quando ciascuno abbia senso.

  • Non sollevare pesi con scarpe da running. Una suola morbida cede sotto carico e si porta via la stabilità

  • Una suola piatta basta a circa il novanta per cento di chi si allena. Le Converse sono un classico per un motivo

  • Le scarpe da cross-training si adattano a chi unisce pesi, corsi e HIIT

  • Un tacco rialzato e rigido è uno strumento specialistico. Compralo quando lo squat diventa la tua priorità, non prima

  • Nella maggior parte dei programmi basta un solo paio

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Errore numero uno: le scarpe da running

Partiamo da cosa smettere di fare, perché è l'errore di attrezzatura più comune tra i principianti.

Le scarpe da running sono progettate per assorbire l'impatto e spingerti in avanti. Ottime sui cinque chilometri e pessime sotto uno squat pesante.

Il motivo è meccanico. Sotto carico un tallone morbido e ammortizzato cede in modo irregolare e si sposta. Invece di spingere su una base stabile, stai in equilibrio su un materasso. La forza prodotta dalle gambe viene assorbita dalla schiuma anziché arrivare al bilanciere.

Per sollevare serve l'opposto: una piattaforma piatta, rigida e stabile.

Le tre categorie

1. Suola piatta, la scelta della maggioranza

Per chi: per chi comincia e per chi si allena soprattutto in forza.

La regola è semplice e vale la pena ricordarla: a circa il novanta per cento di chi si allena una scarpa piatta e rigida basta per sempre.

Le Converse Chuck Taylor sono un classico del powerlifting da decenni proprio per questo: suola perfettamente piatta, rigida ed economica. Per stacco, squat e panca è tutto ciò che serve.

In questa categoria rientrano anche le scarpe minimaliste come la Vivobarefoot Motus Flex, con avampiede largo, suola sottilissima e tomaia flessibile. Danno la massima percezione del suolo e una base stabile nei fondamentali.

Il difetto: l'assenza di ammortizzazione le rende scomode nelle corse più lunghe e nei salti intensi, soprattutto senza un periodo di adattamento.

2. Cross-training, il compromesso per sedute miste

Per chi: per chi unisce i pesi a corsi, HIIT e cardio breve.

La Nike Metcon è il riferimento qui, perché la linea punta su stabilità e controllo invece che su più ammortizzazione. Suola in gomma, tomaia in mesh traspirante e imbottitura moderata la rendono adatta a pesi, circuiti e lavoro di forza generale.

Il tallone piatto la rende convincente nel sollevamento, mentre tomaia e ammortizzazione la rendono più comoda delle minimaliste nelle sedute lunghe.

La NOBULL Drive Ripstop si rivolge a chi nelle scarpe da allenamento corre davvero. Un'intersuola Pebax più spessa e reattiva, un drop di 4 mm e una tomaia ripstop leggera danno una scarpa comoda in corsa e nella pliometria, e stabile con carichi leggeri e medi.

Il difetto dell'intera categoria: sono scarpe di compromesso. Dovendo conciliare più attività, non eguagliano l'attrezzatura specialistica in nessuna. Per le distanze lunghe servono comunque scarpe da running.

3. Scarpe da sollevamento con tacco rialzato

Per chi: per chi ha squat e alzate olimpiche come obiettivo principale.

Un tacco rialzato e rigido consente di scendere più in basso nello squat restando più eretti. Nello slancio e nello strappo offre una stabilità notevole. L'adidas Adipower è il modello più citato.

È però uno strumento specialistico e non dovrebbe essere il primo acquisto. Compralo quando lo squat diventa la priorità del tuo programma e la mobilità di caviglia si rivela il fattore limitante.

Il difetto: al di fuori di squat e alzate olimpiche la scarpa intralcia. Su macchine, cardio e lavoro monolaterale risulta scomoda.

A cosa guardare

Suola piatta per i pesi. Questo criterio è il più importante e non negoziabile. Meno schiuma c'è tra piede e pavimento, più forza arriva al bilanciere.

Grip. Una suola antiscivolo è una questione di sicurezza negli affondi, nello stacco e nel lavoro su una gamba.

Traspirabilità. Una buona ventilazione riduce il rischio di vesciche, che con più sedute a settimana incide sul comfort.

Durata. Materiali e costruzione devono reggere carichi regolari, e le scarpe da allenamento si consumano diversamente da quelle da corsa, soprattutto ai lati.

Larghezza dell'avampiede. Sotto carico le dita devono avere spazio per allargarsi. Incide sulla stabilità più di quanto si creda.

Il drop, cioè la differenza di altezza tra tallone e punta. Per i pesi cerchi valori bassi, da zero a quattro millimetri. Più è alto, più la scarpa si avvicina al running.

Scegliere in trenta secondi

Una regola semplificata che copre la maggior parte dei casi:

  • Stai iniziando? Suola piatta. Converse o qualsiasi scarpa economica con fondo rigido

  • Pesi più corsi o HIIT? Cross-training, una Metcon o equivalente

  • Squat pesanti e alzate olimpiche come obiettivo principale? Scarpa da sollevamento con tacco rialzato

  • Molto tapis roulant? Scarpe da running a parte, invece di un compromesso

La maggior parte non ha mai bisogno di andare oltre il primo punto.

Quel che non si dice abbastanza forte

Va detto, anche se non vende scarpe.

Un paio economico di scarpe piatte e una palestra dove qualcuno controlla la tua tecnica valgono più di attrezzatura costosa senza supervisione. Le scarpe qui sono uno strumento e non una soluzione, e la maggior parte dei problemi di stabilità dipende dalla tecnica o dalla mobilità, non dalle calzature.

Se stai iniziando, spendi meno in scarpe e destina la differenza a qualche seduta con un allenatore.

Dove comprare in Italia

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Confrontare più negozi conviene, perché sulle scarpe da allenamento le differenze di prezzo tra rivenditori possono essere sensibili sullo stesso modello.

Anche la nostra sezione dedicata alle promozioni merita uno sguardo, dato che le scarpe da allenamento calano soprattutto fuori dal picco di gennaio.

Domande frequenti

Posso allenarmi in palestra con scarpe da running?

Per cardio e macchine sì, per i pesi no. Un tallone morbido cede sotto carico ed elimina la stabilità, cosa che su squat e stacco incide direttamente sulle prestazioni.

Mi servono scarpe da sollevamento?

Quasi certamente no all'inizio. Sono uno strumento per chi ha squat e alzate olimpiche come obiettivo e il cui limite è la mobilità di caviglia.

Basta un paio?

Nella maggior parte dei programmi sì. Se però corri regolarmente distanze lunghe, ne serve un secondo, perché nessuna scarpa da allenamento lo sostituisce.

In cosa differiscono le cross-training da quelle da running?

Hanno un drop minore, suola piatta e più rigida e rinforzi laterali, il che dà stabilità nei movimenti multidirezionali. Quelle da running puntano su ammortizzazione e propulsione.

Le scarpe minimaliste vanno bene in palestra?

Per l'allenamento di forza sì, perché danno una base piatta e la massima percezione del suolo. Nei salti e nel cardio lungo possono risultare scomode, soprattutto senza adattamento.

Ogni quanto cambiare le scarpe da allenamento?

Meno spesso di quelle da corsa, perché non si consuma l'ammortizzazione ma il battistrada e i lati della tomaia. Il segnale è la perdita di grip e una tomaia allargata.

In sintesi

La scelta è più semplice di quanto il numero di modelli sul mercato suggerisca. Se ti alleni in forza, ti serve una suola piatta e rigida, e basta. Le Converse fanno questo lavoro da decenni.

Se il tuo allenamento è misto, una Metcon o un cross-trainer equivalente copre palestra, corsi e cardio breve, dando per scontato che le corse più lunghe chiedano altro.

E tieni la scarpa da sollevamento per il momento in cui lo squat diventerà il tuo obiettivo numero uno. Comprata troppo presto, starà solo tra i piedi.

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